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Recensione: Tasti pazzi

Sesso-Spriano, Tasti Pazzi

(«Suonare News», aprile 2005)

SUONARE È BELLO DIVERTENDOSI (di Antonio Galanti)

Una cosa è la metodologia classica per lo studio del pianoforte; un’altra è la pratica per l’insegnamento di questa disciplina nella scuola dell’obbligo. Puntando a superare il divario fra teoria e pratica, Eleonora Sesso e Giorgio Spriano, esperti in didattica musicale, mettono a frutto le loro esperienze in Tasti Pazzi, raccolta di brani per pianoforte o tastiera per l’intero ciclo della scuola secondaria di primo grado, pubblicato dalle edizioni Musica Practica di Torino. Quest’accattivante antologia propone un percorso didattico logico, da seguire per tutto il triennio: da Il Cowboy Arturo ad En la pampa; da brani per la sola mano destra ad altri per quattro esecutori, su quattro diverse tastiere. L’allievo troverà sicura gratificazione nel progredire divertendosi.

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(«Giornale della Musica», marzo 2005)

PIANO POPOLARE

Tasti pazzi propone una antologia articolata di brani per pianoforte o tastiera, di varie epoche e culture musicali, ad uso degli alunni che frequentano la scuola secondaria di primo grado. Anche se così definito nelle sue pagine interne, non si tratta di un vero e proprio metodo quanto, piuttosto, di una raccolta di brani per pianoforte o tastiera organizzati in un percorso didattico graduale. Il volume, composto a quattro mani da Eleonora Sesso e Giorgio Spriano, è costituito da tre sezioni, progettate appunto per gradi progressivi di difficoltà, che si riferiscono, idealmente, ai primi tre anni di studio dell’istruzione secondaria. Il che fa pensare o sperare che, anche nell’angusto e sgangherato spazio che la scuola italiana concede allo musica, vi siano i presupposti per incontrare e sviluppare esperienze d’insegnamento tali da permettere uno studio articolato e abbastanza approfondito del pianoforte o delle, cosiddette, tastiere.

I 66 brani contenuti nel libro sono in buona parte tratti da un patrimonio popolare internazionale abbastanza conosciuto, con l’aggiunta di qualche brano classico semplificato, di alcuni inni nazionali, di un settore specifico dedicato ai canti natalizi e di alcuni simpatici pezzi originali, composti da Giorgio Spriano. Utilmente, ed in linea con i moderni principi didattici, ogni sezione termina con proposte da eseguire a quattro o sei mani. Le trascrizioni sono ben realizzate, anche se in uno stile molto controllato e con una sintassi non certo innovativa; il che ci porta a concludere che i suoni proposti non sono poi così pazzi come il titolo vorrebbe dare ad intendere.

pa.s.

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